Riga e Tallinn: un viaggio per pensare

Una delle porte medioevali di Tallinn

Ho visitato Riga e Tallinn, due delle tre capitali baltiche (con Vilnius), qualche settimana fa, ed è stato un viaggio soprendente: vi racconto perchè.

Sono capitali poco conosciute, all’interno di regioni ancora meno conosciute, e questo ha attratto la mia attenzione.

Sapete che amo le cose meno ovvie, meno esplorate, meno note.

E’ anche questa volta, il mio modo di vedere il viaggio mi ha riservato incredibili sorprese!

Di quanto abbia trovato incantevoli, in modo diverso, Riga e Tallinn, ve ne parlerò in un prossimo articolo.

Oggi vorrei raccontarvi quanto questo viaggio mi abbia fatto riflettere.

E quanto è fantastico tornare da un viaggio diversi, con nuove domande, nuove risposte, nuovi occhi?

Riga

Il primo impatto con le persone di Riga è stato.. freddo. Mi sono apparsi molto poco socievoli, al limite del maleducato.

Il secondo giorno, ho partecipato ad un alternative tour (come faccio sempre, ve ne parlerò in un prossimo articolo).

Lìga, la nostra bravissima guida, ad un certo punto ci ha raccontato di questo aspetto caratteriale dei lettoni.

Ci disse, “Immagino che abbiate trovato le persone un pò maleducate”. Ma non è così!

In sostanza, nella lingua lettone non esiste il cosiddetto small talk, quindi quelle chiacchere fatte per gentilezza o per riempire un silenzio, riguardo ad argomenti di scarsa importanza.

Quindi loro vanno diritto al sodo, ponendoti la domanda utile, che serve davvero, e tralasciando i “ciao, come stai? come è andato il viaggio? E’ la prima volta che visiti Riga?”

Per esempio, alla reception dell’hotel, ho salutato, con i vari “Hello, how are you doing? We have a reserv” ma sono stata appunto bloccata a metà dalla receptionist, che risponde: Name?

Lìga ci spiegava che anche per questioni, diciamo, importanti quali le proposte di matrimonio, o la riscossione di debiti, si va diritti al sodo, senza tanti convenevoli!

Quindi, se ricevi una proposta di matrimonio in Lettonia, non sarà condita da “ti amo, sei speciale, sei la mia vita” ma…. VUOI SPOSARMI? E bon!

Tutto ciò mi ha fatto riflettere su come il conoscere culture diverse ti renda una persona che non giudica mai, prima di sapere, che non dà per scontato nulla, una persona con nuovi occhi.

Viaggiare (nel vero senso di esplorazione e totale contatto e apertura con le persone locali) è davvero fatale al bigottismo, alla ristrettezza mentale e al pregiudizio, come diceva l’incredibile Mark Twain.

Frontiera Riga – Tallinn

Da Riga mi sono spostata a Tallinn in autobus (poco più di 4 ore).

Perchè? Perchè amo i viaggi lenti, amo vedere zone che non si visiterebbero mai altrimenti, amo essere una di loro, e non il turista che deve vedere più posti possibili, e solo i più noti/famosi/speciali.

Questa tipologia di viaggi da vetrina è filtrata dai pregiudizi che portano a dover fare solo le cose wow, perdendosi di fatto la vera conoscenza del luogo e della gente, per me anima del viaggio.

E poi amo le frontiere via terra: mai dimenticherò, per esempio, la frontiera Kenya – Tanzania, attraversata con lo zaino in spalla (e non nell’autobus) come richiesto dal personale.

Frontiera Lettonia - Estonia
Frontiera Lettonia – Estonia

O quella Tailandia – Cambogia: in quel caso, ho attraversato la frontiera proprio a piedi.

C’erano infatti alcuni autobus per turisti che, a prezzo decuplicato, ti permettevano di fare direttamente la tratta Bangkok – Siem Reap.

Oppure, si poteva viaggiare come avrebbe fatto un local, prendendo un autobus di linea fino alla frontiera di Poipet, passando la frontiera a piedi (mostrando o facendo il visto) e poi prendendo un taxi condiviso per arrivare all’hotel a Siem Reap.

Arriverai a destinazione, anche andando piano,

(dicono gli islandesi)

Che importa la destinazione, è quello che si vive durante, nel frattempo, per strada, la cosa bellissima

(dico io)

Anche la frontiera fra Lettonia ed Estonia è stato un viaggio nel viaggio: io e la mia amica eravamo presumibilmente le uniche non della zona. Due poliziotti sono saliti a bordo dell’autobus, e hanno iniziato a prelevare tutti i passaporti, mettendoli in un cestino.

Ma, arrivati a noi, hanno guardato il documento, la foto, e poi ce lo hanno restituito immediatamente.

L’autobus è rimasto fermo 45 minuti, durante i quali due persone sono state richiamate nell’ufficio per ulteriori controlli.
Questo diverso atteggiamento tenuto dalla Polizia, ad una frontiera fra paesi europei, nei confronti di cittadini europei ma di diversa nazionalità, mi fa arrabbiare con l’essere umano, e pensare sempre di più..

Che la fortuna è una questione di geografia (Bandabardò)

Riga e Tallinn

Sia nella capitale lettone che in quella estone, ogni edificio pubblico, casa, caffè, ristorante, museo esponeva la bandiera ucraina.

A Tallinn, il campanile della chiesa di Sant’Olav (la costruzione più elevata della città e l’edificio più alto del mondo fino al 1625) era illuminato con i colori della bandiera ucraina.

Chiesa di Sant'Olav, Tallinn

A Riga invece, la piazza antistante il Ministero degli Esteri era ricoperta di cartelli di solidarietà per la popolazione ucraina, contro la guerra ma soprattutto contro Putin.

Ho trovato tutto ciò molto coraggioso da parte della popolazione lettone, che ne pensate?

In un prossimo articolo, vi racconterò l’itinerario che ho seguito e le meraviglie di queste due antiche città.

Cartelli di solidarietà verso la popolazione ucraina a Riga

Hai mai pensato di visitarle?

Travel is fatal to prejudice, bigotry, and narrow-mindedness, and many of our people need it sorely on these accounts. Broad, wholesome, charitable views of men and things cannot be acquired by vegetating in one little corner of the earth all one’s lifetime.

Mark Twain

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